Ferrata 360°
Visita immersiva delle vie ferrate svizzere
Una scheda dà una difficoltà, una lunghezza, un dislivello, dei dati tecnici. Ferrata 360° dà altro: il percorso stesso in immersione, fotografato dal cavo, che si risale come se ci si trovasse davvero.
Che cosa si vede
Una panoramica a 360° non è una foto in più. Una foto di copertina viene scelta: mostra il passaggio più fotogenico, dalla migliore angolazione, in una giornata di buona luce. Un rilievo panoramico non sceglie nulla. Registra ciò che si trovava attorno all'obiettivo in quel punto preciso, compreso tutto quello che un fotografo avrebbe lasciato fuori campo.
È proprio questo a renderlo utile. Alzando lo sguardo da un punto di rilievo si vede quanto resta da salire. Abbassandolo si misura quanto è già fatto. Girando su sé stessi si scopre se la scala è addossata alla roccia o sospesa sul vuoto, se la cengia si percorre in piano o sulla punta dei piedi, se la linea di vita segue un canale riparato o attraversa una placca senza nulla attorno.
Nessuna difficoltà dice questo. Una difficoltà riassume un impegno tecnico, non dice nulla della sensazione di esposizione, che è però ciò che fa rinunciare la gente a metà percorso. Due vie ferrate della stessa difficoltà possono somigliarsi sulla carta e non avere nulla in comune una volta sul posto.
Come viene rilevato un percorso
Le panoramiche a 360° sono scattate sul percorso, durante la salita. È la condizione perché ciò che si vede sullo schermo sia ciò che si vedrà sul posto, alla stessa altezza e con la stessa angolazione.
Ogni scatto viene poi collocato al suo posto reale sul tracciato, la sua linea d'orizzonte viene raddrizzata e il suo punto di vista orientato verso il seguito del percorso, in modo che la visita si apra sempre nel senso di marcia. Le panoramiche a 360° sono infine collegate tra loro nei due sensi, il che permette di avanzare da un punto al successivo e di tornare sui propri passi. Ai bivi ogni ramo è raccordato separatamente: una variante non riporta al tronco principale per caso.
Bisogna prima percorrere ogni via ferrata, poi trattare le panoramiche una per una, a mano, per ottenere la migliore qualità possibile. È questa la ragione per cui la copertura si estende poco a poco.
Che cosa non sostituisce
Una visita virtuale mostra un percorso com'era il giorno del rilievo. La roccia si muove, i cavi si usurano, i gestori chiudono dei passaggi, la neve resta a lungo in quota e torna presto. Nulla di ciò che appare qui dispensa dal verificare lo stato di apertura, il meteo e le condizioni presso il gestore o l'ufficio turistico locale prima di partire.
Non dispensa nemmeno dal saper valutare le proprie capacità. Aver visto un passaggio non significa averlo fatto, e un percorso che sembra praticabile dietro uno schermo può richiedere un impegno fisico che l'immagine non trasmette.