Via ferrata vs arrampicata: quali sono le differenze?
Due discipline sullo stesso terreno di gioco.
"Non so arrampicare, la via ferrata probabilmente non fa per me." È una delle idee sbagliate più diffuse, e una delle più false. Via ferrata e arrampicata condividono uno scenario comune, la parete rocciosa, la verticalità, il vuoto sotto i piedi, ma sono due discipline fondamentalmente diverse in ciò che richiedono al corpo e alla mente. Capire questa differenza permette di sapere quale delle due corrisponde davvero a ciò che cercate.
La differenza fondamentale: l'assicurazione
Nell'arrampicata, il climber porta l'intero peso sui propri appoggi e sulla propria forza fisica, le mani e i piedi sulla roccia fanno tutto il lavoro. La corda e l'assicuratore servono solo a fermare una caduta, mai a progredire. In via ferrata è il contrario: un cavo metallico fisso e appigli artificiali (staffe, pioli, gradini) sostengono la maggior parte dello sforzo di progressione. Anche la longe serve solo a mettere in sicurezza un'eventuale caduta, ma il modo di progredire in sé si basa su aiuti fissi piuttosto che sulla sola forza del climber. Questa è la distinzione tecnica centrale tra le due discipline.
Ciò che la via ferrata non richiede
A differenza dell'arrampicata, la via ferrata non richiede alcuna tecnica di movimento specifica, nessuna lettura della via per indovinare dove appoggiare le mani, nessuna gestione fine del peso del corpo sulla punta delle dita. Non richiede nemmeno un compagno legato in cordata che assicuri attivamente ogni movimento, ognuno progredisce al proprio ritmo, ancorato al cavo dalla propria longe. Questo è ciò che rende la via ferrata accessibile a un pubblico molto più ampio: famiglie, principianti assoluti, persone senza alcuna esperienza di arrampicata.
Ciò che richiede invece
Ciò che la via ferrata richiede, invece, è resistenza e una buona gestione dello sforzo nel tempo. Un'uscita dura spesso diverse ore, con un impegno fisico continuo piuttosto che picchi di forza puntuali come in arrampicata. Un minimo di tolleranza al vuoto è anche indispensabile, poiché l'esposizione è costante lungo tutto il percorso, a differenza dell'arrampicata dove lo sguardo resta generalmente concentrato sulla presa successiva.
Le vertigini: un punto comune mal compreso
Entrambe le attività espongono al vuoto, ma in modo diverso, ed è un punto spesso mal anticipato. In arrampicata, l'attenzione del climber resta concentrata sul gesto tecnico immediato, la presa successiva, l'equilibrio del momento, il che lascia poco spazio per "guardare in basso". In via ferrata, la progressione è più regolare e mentalmente meno assorbente, il che lascia più tempo per prendere coscienza del vuoto sotto i piedi. Contrariamente all'idea sbagliata secondo cui la via ferrata sarebbe "meno impressionante" perché più accessibile tecnicamente, può in realtà rivelarsi più destabilizzante per alcuni, proprio perché la mente ha il tempo di soffermarsi sull'esposizione piuttosto che sull'azione.
Si può passare dall'una all'altra?
La via ferrata non è un trampolino tecnico verso l'arrampicata: i movimenti delle due discipline si sovrappongono molto poco, e praticare spesso via ferrata non migliora direttamente il livello in arrampicata. Può però costituire un'eccellente prima esperienza del vuoto e della verticalità per chi pensa di iniziare ad arrampicare più avanti, un modo per testare il proprio rapporto con l'esposizione prima di impegnarsi nell'apprendimento tecnico più impegnativo dell'arrampicata.
La via ferrata mette alla prova la vostra mente e la vostra resistenza, l'arrampicata mette alla prova il vostro corpo e la vostra tecnica. Non sono due livelli della stessa attività, ma due discipline diverse, ciascuna con le proprie esigenze.
Ora sapete che la via ferrata mette alla prova soprattutto la vostra resistenza e la vostra testa, non automatismi tecnici di arrampicata. Resta da evitare le trappole di preparazione che colgono anche i più a proprio agio sul cavo.
Gli errori più comuni in via ferrata